Comune di Stagno Lombardo

 
Piazza Roma, 16 - 26049 Stagno Lombardo
Tel: 0372/57032 - Fax: 0372/57232 - PI/CF: 00304830193 - Codice istat: I935
E-Mail: - E-Mail PEC:  

IBAN: IT66S0503457230000000100146

Home



Il foglio del Catasto Teresiano (da Maria Teresa d'Austria), risalente al 1750 circa, fotografa la situazione del territorio di Stagno Lombardo e dei Comuni vicini.

Il paese è ancora strutturato in cinque Comuni: Stagno Palearo, Le Branciare, Forcello, Straconcolo e Gerre del Pesce.

L'origine dei nomi. Stagno Palearo: già Lacus Stagni, il nome deriva dall'antica presenza di stagni ed acquitrini formati principalmente dagli straripamenti del fiume Po; l'attributo "pagliaro" ha il significato di "pagliaio", ciò ricco di terre a frumento.

Forcello: è il maschile di forcella per "biforcazione di strada, o bivio". Infatti, qui la strada si biforca per Stagno, Cremona e Casalmaggiore.

Straconcolo: già "terris Straconcolli", è composta da extra "fuori" e da concolo diminutivo di conca, avallamento, bacino costruito ad arte in un corso d'acqua.

Gerre del Pesce: gerre deriva dal lombardo gera "ghiaia", ad indicare che i luoghi dei territori che li portano erano coperti, almeno in parte, di ghiaia: il termine "Pesce" era riportato anche come "Peso", ad indicare la presenza, probabilmente, di un dazio.

Brancere, citato nei secoli anche con Branciano, Branzolarum, Brancerarum e Brancera: forse, dal nome personale germanico "Branzo".

Con Regio Decreto 21 aprile 1862, n.1010 sono soppressi i Comuni di Gerre del Pesce e di Straconcolo, i cui territori sono uniti a quello del Comune di Stagno Pagliaro: inizia il processo di aggregazione dei Comuni, all'indomani della proclamazione dell'unità d'Italia.

Con il Regio Degreto 24.11.1867, n.4079 i Comuni di Forcello e Brancere cessano di esistere dal 1 gennaio 1868, ed i loro territori sono aggregati a quello du Stagno Pagliaro, che assume la denominazione di "Stagno Lombardo".

Il nuovo Comune conta 2.619 abitanti.

Nella riunione del 12 gennaio 1868, Giuseppe Mori è eletto Sindaco del nuovo Comune, affiancato da Quaini Gioele, Bandera Giuseppe, Pagliari Luigi e Grasselli Gioele come assessori.

Lo stemma del Comune, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 15.07.1982, ricalca l'origine del Comune: ricorda nei covoni la grande produzione di frumento, e nella palude l'antica situazione del comprensorio posto sulla sinistra del Po.

L'attuale configurazione della Chiesa si deve ai lavori di completo rifacimento della seconda metà del secolo scorso e di quest'ultimo decennio.

Nel 1873 venne dato l'incarico all'architetto Vincenzo Marchetti di studiare il lavoro da compiersi per:l'allungamento del coro, la costruzione del nuovo campanile, il prolungamento della chiesa di due navate e la costruzione della nuova facciata.

Prima in ordine di tempo l'allungamento del coro: fu abbattuta la parete absidale in forma quadrata e sostituita con una nuova in forma semicircolare, congiungentesi alla volta del presbiterio con un catino.


E' pure di questo periodo la sostituzione del vecchio altare "in pasta di marmo" con un altro di pure linee settecentesche, adorno di preziosi e policromi marmi, proveniente dalla demolita chiesa di San Domenico in Cremona.

Nel frattempo venne dato incarico al pittore Alessandro Roncaglio di Soresina per una grande tela dei patroni SS. Nazarino e Celso, da collocare nell'ancona dell'abside appena costruita.

Nel 1875 venne demolita la parte in deperimento della vecchia torre e nello stesso anno venne costruito, sempre su disegno e direzione dell'architetto Marchetti, il campanile.

Nel 1876 fu effettuato il prolungamento della chiesa.

La facciata del 1740 era pericolante per cui venne abbattuta; furono scavate le fondazioni "per la muratura del prolungamento della chiesa di due arcate uguali alle preesistenti, più per sito dell'organo e del fonte battesimale" e nello stesso anno vennero terminati i lavori compresa la coperturta della nuova costruzione.

Nel 1877 fu compiuta la facciata con decorazioni e sculture in pietra del Tirolo, fatta la gradinata davanti alla chiesa, "collocate sul frontone statue di decorazione in pietra di Lonigo, che rappresentano gli Angeli adoranti il Redentore e nelle nicchie i Santi Patroni della chiesa".

Parroci del tempo sono Don Andrea Santini e Don Ferdinando Mori.

Sullo sfondo della fotografia la Casa di Riposo, gestita dalle Suore di Maria Bambina, la cui presenza nel paese risale al 23 maggio 1887.

Don Ferdinando Mori chiamò le religiose nella Parrocchia per l'assistenza del bambini e la formazione delle gioventù femminili, ed offerse per loro dimora e per sede delle opere la sua stessa casa parrocchiale, ritirandosi egli in un'altra casa civile.

Alla sua morte, il 12 febbraio 1899, la sua casa passava, come da testamento del 28 ottobre 1898, all'Istituto, unitamente ad una somma in denaro, allo scopo di icrementare le opere iniziate.

Fu aperta una Scuola di lavoro ed il Comune affido' la gestione dell' Asilo. Nel 1903 sorse il fabbricato della Casa di Riposo.

Il palazzo municipale, ricavato da un edificio preesistente di proprietà Mori e ristrutturato nel 1875 fu progetto dell'ing.Francesco Pasquiroli, ha subito una completa risistemazione alla fine di questi anni ottanta.

Alcune brevi notizie:

Il telefono arriva a Stagno Lombardo nel lontano 1907 dopo che il Comune assunse un mutuo con la Banca Popolare di Cremona per l'impianto della linea telefonica Cremona-Casalmaggiore.

Il 1 gennaio 1911 parte il servizio automobilistico da Cremona a Torricella del Pizzo effettuato dalla Ditta Ceresa, con fermata a Stagno.

Nel luglio del 1913 si concede alla Società Brioschi il permesso di posare i pali dell'energia elettrica. Nel 1914 arriva la pubblica illuminazione a Stagno. Brancere e Caselle e nel 1914 l'enerigia elettrica entra nel Comune e nelle scuole.

Il 23 febbraio 1942 la Banca Popolare di Cremona apre una filiale.

Il 1 gennaio 1883 viene istituito il servizio di pesa pubblica.

Su progetto dell'ing. Enea Alquati, risalente al 1912, fu costruito negli anni 1913/1914 dall'impresa Modesti l'edificio delle Scuole Elementari. L'inaugurazione avvenne il 2 luglio 1914 con discorso dell'onorevole Leonida Bissolati e la presenza dell'onorevole Bertesi. La magnifica cancellata fu tolta nel periodo bellico 1940-1945. Prima della costruzione di questo edificio, le scuole erano presso il palazzo municipale.

La Scuola Materna del capoluogo fu edificata e donata da Giuseppe Mori nel 1898.

Giuseppe Mori mancò il 2 aprile 1905

All'interno del cortile della Scuola Materna appare la statua di Giuseppe Mori, opera dello scultore cremonese Monti, inaugurata il 2 luglio 1914 da Leoninda Bissolati. Opera dello scultore cremonese Monti il monumento era inizialmente posto davanti alla scuola materna: nel dopoguerra lo spostamento nella posizione attuale. Sullo sfondo della fotografia è possibile intravedere la collocazione originaria del monumento ai Caduti.

Il cimitero: non è stato possibile risalire all'anno preciso in cui questo luogo fu destinato a sepoltura, ma si può ritenere che avvenne verso il 1810 allorchè fu vietata la sepoltura attorno alle chiese. A questo tempo però il cimitero era limitato alla sola parte anteriore: nel 1925 fu allargato aggiungendovi l'area posteriore e la costruzione dei colombari posti a sub. Inoltre l'ingresso era posto sul lato est: infatti l'attuale Viale Rimembranza era una strada comunale che fiancheggiando le case del Lazzaretto, andava diritto al cimitero per svoltare poco prima verso Cittadella, ove esisteva un gruppo di case denominate S.Luca.

Le vicende del territorio di Brancere prendono l'avvio ufficiale dall'anno 1120 quando l'imperatore Arrigo V consegnò questa terra ad Oberto III Pallavicino, fedele famiglia ghibellina.

Nel 1587 i Farnese di Parma si impossessarono dello stato Pallavicino e Brancere seguendo le sorti di Busseto fu annessa al Ducato di Parma.

Nel 1603 Papa clemente VIII ricompensando le benemerenze di Ranuccio Farnese di Parma, Signore di Busseto. costruì la nuova Diocesi di Borgo San Donnino ( Fidenza):eravamo tutte le chiese della giurisdizione foranea di Busseto tra cui Brancere.

A seguito del trattato di Parigi (3 maggio 1814) e a quello di Vienna (1815) il territorio di Brancere passa al Lombardo - Veneto mentre la Parrocchia è unita alla Diocesi di Cremona il 16 febbraio 1819.

La chiesa dedicata all'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo è stata costuita nel 1813 a spese dell'avvocato Antonio Benvenuto Coppini su disegno dell' arch.cremonese Domenico Voghera.

Fu benedetta il 2 maggio 1813 da Don Giuseppe Mezzadri, per delegazione del Vescovo di Cremona Omobono Offredi.

Ulteriori lavori furono eseguiti nel 1832, nel 1870 e negli anni 1903, 1912 - 1913.

L'edificio originario delle scuola risale al 1869 - 1870 con un ampliamento nel 1884 per l'alloggio delle maestre.

Le scuole chiusero con l'anno scolastico 1975 - 1976.

In località Arioletto o Sbagera l'edificio si specchia nelle acque del Po, durante l'alluvione del 1951.

Si ricordano anche le inondazioni del 1801, nel 1806, 1868 ("a mezzogiorno del 6 ottobre chiesa e casa parrocchiale di Brancere vennero inondate dal Po. L'acqua ascese all'altezzadi un metro e mezzo e vi rimase fino al giorno 12 a mezzodi " ) e ancora nel 1917, 1926.

  Ricerca....





Calendario Eventi
<settembre 2014>
lunmarmergiovensabdom
25262728293031
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293012345